sábado, 17 de julio de 2010

Marta e Maria

Jan Vermeer van Delft - Cristo in casa de Marta e Maria, 1655

Cari fratelli e sorelle di questa comunità parrocchiale: è con grande gioia che oggi, invitato dal vostro parroco, presiedo questa eucaristia. Come è stato detto all’inizio della S. Messa, sono un vescovo dell’Uruguay della diocesi di Melo. Però sono originario della diocesi di Salto, dove ha lavorato pastoralmente per molti anni il vostro parroco. Lui mi ha conosciuto quando ero ancora un giovane maestro che poi è entrato in seminario e quindi, dopo alcuni anni di studio, sono stato consacrato sacerdote per la diocesi di Salto.


Noi siamo molto riconoscenti alla diocesi di Verona che ci ha aiutato per molti anni, inviàndoci bravi sacerdoti la cui azione apostolica ha inciso nel cammino di fede della nostra gente. Anche per questo oggi ringrazio il Signore.

Ed ora vi presento alcune riflessioni sulla Parola di Dio appena ascoltata.

Il cristiano è una persona chiamata de Gesù a seguirlo.

Seguire Gesù inizia per l’ascolto del Maestro.

Ascoltare la sua Parola: “Sèguimi” e continuare ad ascoltarlo tutta la vita, tutti i giorni, per essere ogni giorno di più suo discepolo .

L’ascolto della Parola del Maestro non è facile.

Nella parabola del seminatore, Gesù aveva presentato molte difficoltà per chi vuole osservare la sua Parola.

Tra queste difficoltà, Gesù parla de “questi qui dopo aver ascoltato, strada facendo si lasciano sopraffare dalle preoccupazioni, dalla ricchezza e dai piaceri della vita e non giungono a maturazione”. Gesù parla cosi del seme caduto “in mezzo alle spine”. (Lc 8,14).

Nel vangelo d’oggi, noi ritrovano le preoccupazioni: “Marta, tu ti preòccupi e ti agiti per molte cose.”

Vediamo allora che cosa succede.

Gesù ha cominciato il suo cammino verso Gerusalemme, cioè, verso la sua passione e la sua croce. Durante il cammino ha incontrato il rifiuto dei samaritani che “non vollero riceverlo, perché era diretto verso Gerusalemme” (Lc 9,53).

Gesù giunge ad un villaggio “e una donna, di nome Marta, lo accolse nella sua casa”.

Ma la signora Marta aveva una sorella, di nome Maria. E Maria, “sedutasi ai piedi di Gesù, ascoltava la sua parola”.

Che cosa vuole dire “sedutasi ai piedi di Gesù”? L’apostolo Paolo, ricordando il suo tempo di discepolo, diceva: “Io mi sono formato ai piedi di Gamaliele” (Atti 22,3). Il discepolo si siede ai piedi dal maestro. Maria si è messa nel posto dal discepolo, per ascoltare la Parola del Maestro.

Intanto, che cosa fa Marta? Marta non ascolta il Maestro. Lei vuole servire Gesù, ma non capisce che prima deve ascoltare Gesù.

Marta al contrario domanda di essere ascoltata. Più ancora, di essere tenuta in conto. “Non ti curi che mia sorella mi ha lasciata sola” significa in realtà: “non ti curi di me?”. Marta va ancora più lontano. Lei dice al Maestro che cosa deve fare: “dille dunque che mi aiuti”.

Il vangelo presenta altri passaggi, dove i discepoli si mettono in una situazione errata. Tutti noi ricordiamo quando Pietro si pone davanti al Signore per dirgli che non deve accettare la croce. La risposta de Gesù è dura: “vade retro”, cioè “va lontano da me”. Più avanti Gesù dice: “se qualcuno vuol venire dietro a me rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua”. Pietro e gli altri discepoli sono invitati a seguire Gesù.

Marta vuole servire Gesù. Lei vuole fare tutto perche lui si senta comodo nella sua casa… Ma Marta ha dimenticano la cosa più importante. Allora, Gesù mostrerà a Marta che il cammino che ha scelto Maria, è veramente il migliore.

Come in molte occasioni nel vangelo di Luca, la conclusione resta aperta.

Io sono sicuro che Marta accetterà la proposta di Gesù e si siederà con Maria ai piedi del Maestro. Marta è veramente una brava donna, che darà testimonianza della sua fede in Gesù dicendo: «Signore, io credo che tu sei il Cristo, il Figlio di Dio che deve venire nel mondo» (Gi 11,27).

Ma la conclusione de questo passaggio dal vangelo di Luca resta aperta, come un invito per noi. Un invito a ordinare la nostra vita intorno al Cristo. Un invito ad sederci ai suoi piedi come discepoli. Un invito a trovare un momento tutti i giorni per ascoltare la sua Parola. Che cosa dice questa Parola del Signore? Che cosa mi dice questa Parola? Che cosa io posso dire al Signore, dopo avere ascoltato la sua Parola?

Signore, strada facendo, incontro tutti i giorni molte preoccupazioni. Insegnami a tenere in conto la sola cosa di cui c'è bisogno: cioè che tutte le attività e servizi che noi facciamo verso i fratelli, trovino la loro fonte nell’incontro con te.

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