viernes, 23 de enero de 2026

Dio è stato il giardiniere che ci ha donato il fiore più bello: Maria, Rosa Mistica. Omelia nel santuario di Montichiari, 23/01/2026.

Omelia del Vescovo di Canelones, Uruguay, Mons. Heriberto Bodeant
nel santuario Maria Rosa Mistica Madre de la Chiesa, Montichiari, Italia.

Cari fratelli e sorelle:

Sono il vescovo di Canelones, in Uruguay. 

Come tutti o la maggior parte di voi, sono venuto oggi come pellegrino in questo santuario di Maria, Rosa Mistica, Madre della Chiesa. 

Nella mia diocesi c'è una chiesa dedicata a questa amata invocazione mariana e sono numerosi i devoti che la frequentano. 

Per questo da tempo desideravo arrivare fino a Montichiari e celebrare la Messa in questo luogo che rievoca i messaggi raccolti da Pierina Gilli. 

È stata per me una gioia la comunicazione del Dicastero per la Dottrina della Fede che, nel due mila ventiquattro, dopo molto tempo, ha riconosciuto il valore di questi messaggi. 

Leggendo l'omelia del vescovo di Brescia, Sua Eccellenza Pierantonio Tremolada, il tredici luglio dello stesso anno, condivido i suoi sentimenti "di sincera gioia e di profonda gratitudine" (1) .

Come primo punto della sua riflessione, il vescovo ha sottolineato "la bellezza come caratteristica singolare della Beata Vergine Maria, una bellezza che è riflesso della grazia di Dio" (2) .

Se contempliamo la Santissima Vergine come rosa, Rosa mistica, vediamo che il paragone con il fiore più bello è adeguato. Non solo perché la rosa è un bel fiore, di dolce profumo, ma perché la rosa, così come la conosciamo oggi, nelle sue molteplici varietà, è il risultato di secoli di lavoro e della cura di coltivatori e giardinieri che sono andati, con mezzi diversi, sempre alla ricerca del fiore più bello. Il Padre Dio è stato il giardiniere che ci ha donato questa bellissima rosa: Maria, Rosa Mistica. Il Figlio di Dio ce l'ha consegnata come Madre, Madre della Chiesa, perché tutti i fedeli camminino uniti sotto la sua protezione, nella sequela del nostro Signore e Salvatore, Gesù Cristo. 

Questo è il secondo punto ripreso dal vescovo di Brescia nella sua omelia: il titolo di Maria, Madre della Chiesa, ci chiama a non chiuderci in un'esperienza individualistica e ci invita a camminare insieme, in comunità parrocchiale o diocesana, come fratelli e sorelle, popolo di Dio che porta in tutto il mondo la gioia del Vangelo nelle parole e nelle opere, specialmente nel servizio ai più poveri e bisognosi.

Un terzo aspetto del messaggio spirituale di questa invocazione è la chiamata alla preghiera, alla penitenza e al sacrificio come costante intercessione di tutto il popolo di Dio insieme alla Madre della Chiesa, affinché i sacerdoti e le persone consacrate siano particolarmente rafforzati di fronte alle tentazioni che il mondo presenta loro. Questo aspetto del messaggio raccolto da Pierina Gilli non fu ben accolto a suo tempo. Ciò che la Chiesa ha vissuto negli ultimi decenni con la crisi degli abusi ci fa sentire quanto sia stato e sia importante questo appello.

“Credo la Chiesa, una santa cattolica e apostolica.” Santa: così si esprime la nostra fede nella Chiesa. Peró, mentre Cristo non conobbe il peccato e è venuto per espiare i peccati del popolo, “la Chiesa, che comprende nel suo seno peccatori ed è perciò santa e insieme sempre bisognosa di purificazione, avanza continuamente per il cammino della penitenza e del rinnovamento” (3).  

Il peccato danneggia le nostre relazioni e, ancor più, può arrivare a rompere i nostri rapporti con Dio, tra noi, con il creato e di ciascuno con se stesso. Tutti noi siamo peccatori. Tutti possiamo sentire quello che ha detto san Paolo: "io non compio il bene che voglio, ma il male che non voglio". (Romani 7,19). Ma lui non si chiude in quella drammatica realtà. Non la vive nella disperazione, ma, al contrario, nella speranza. Perciò san Paolo può dire, e noi possiamo dire con lui: "Siano rese grazie a Dio per mezzo di Gesù Cristo nostro Signore!" (Romani 7,25). Nostro Signore, nostro Salvatore, nostra speranza.

Accanto a Gesù Cristo c'è sua madre, madre della speranza. Non chiediamo forse in ogni Ave Maria "prega per noi peccatori"? Così ci affidiamo all'intercessione della nostra Madre. Soffermiamoci di nuovo sul suo bel volto, sulla sua anima immacolata, per vedere tutto ciò che il potere della Grazia di Dio può realizzare in noi.

Le tre rose che ci mostra l'immagine di Maria Rosa Mistica sono identificate come preghiera, sacrificio e penitenza. "si tratta di tre azioni di grande valore, che ci uniscono certamente a Maria nella sua azione di intercessione per l'umanità" (4). Il valore di queste azioni non è solo nelle azioni stesse. Gesù ha sottolineato che possono essere fatte solo "per essere visti dalla gente" (Matteo 6,5). Il valore di queste azioni sta nell'amore con cui sono fatte, un amore che risponde all'amore ricevuto dal Sacro Cuore di Gesù e anche dal Cuore Immacolato di Maria. Gli atti di riparazione che possiamo fare devono essere sempre animati da questo spirito: "rendere amore per amore" (5) e ad essi si possono unire tutti i nostri atti di carità, specialmente "ai fratelli e alle sorelle, soprattutto agli ultimi, ai più poveri, agli abbandonati e agli emarginati." (6).

Aprendo i nostri cuori all'azione della grazia e della misericordia, aiutiamo affinché le spade che Pierina ha visto come segno del peccato delle persone consacrate, possano continuare a trasformarsi nelle rose che adornano la figura di Maria, Rosa Mistica. Così sia.

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(1) Pierantonio Tremolada, vescovo di Brescia. Omelia: “Maria Rosa Mistica, Madre della Chiesa. Celebrazione in occasione del riconoscimento della devozione e del culto. Sabato 13 luglio 2024
(2) Ibidem.
(3) Lumen Gentium, 8
(4) Dicastero per la Dottrina della Fede, Lettera al Vescovo di Brescia sulla devozione a Maria Rosa Mistica (Montichiari) 5 luglio 2024.
(5) Lema del Giubileo per i 350 anni delle Apparizioni del Sacro Cuore di Gesù a Paray-le-Monial
(6) Leone XIV, In Unitate Fidei, 11.

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